L’invasione dell’Ucraina ha accelerato il rincaro dei prezzi delle materie prime, del gas e dell’energia elettrica che fanno da colonna vertebrale al nostro sistema produttivo. Ora il rischio concreto per le fonderie è quello di rimanere presto senza approvvigionamenti, in particolare di ghisa in pani.

Russia e Ucraina sono ai vertici mondiali nella produzione di commodity determinanti per tutto il manifatturiero italiano, quali ghisa, alluminio, rame, nickel. Gli stock, che dipendono ovviamente dai singoli produttori, potrebbero esaurirsi in tempi più o meno rapidi, da alcune settimane a pochi mesi. Inoltre, la Russia è tra i maggiori produttori mondiali di petrolio e di gas naturale: il rialzo dei costi energetici impatta drammaticamente sui conti economici delle imprese energivore quali le fonderie.

Con l’auspicio di immediati negoziati di pace, questa situazione ci porta però a chiedere l’introduzione di misure che permettano alle imprese di contenere le eventuali perdite sul fronte produttivo, frenare sul nascere le eventuali mosse speculative.

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